Ricominciano le pedalate…

È arrivata l’estate. Caldo, cielo azzurro, canto di grilli, persone che prendono il sole in campagna, lungo il percorso del Bacchiglione, altri portano il cane a correre nei prati, altri la fidanzata…
Io prendo la bicicletta e mi faccio la ciclabile che da Vicenza, passando per Polegge, giunge a Dueville, dove nasce il Bacchiglione.

bacchiglione01

Incidente sul percoso. Faccio un volo pazzesco e mi faccio un po’ male al ginocchio, che ancora adesso e dolorante. Riprendo stoico il tragitto. Vado più piano, metto un rapporto più basso e mi godo il panorama.

Ampi spazi verdi e campi coltivati. Natura e cultura.
I fiori selvatici che crescono lungo gli argini.
È una giornata molto calda, e non ho neanche la borraccia dell’acqua…

bacchiglione02

Il percorso ciclabile si sviluppa tutto lungo gli argini del fiume, sia a destra che a sinistra. Si attraversa la strada di Vivaro e si prosegue lungo il percorso, adesso zigzagante tra villette e campi di colture. Semplici farfalle cavolaie e farfalle coloratissime (Monarca?) mi volano accanto. Incontro quattro persone lungo il percorso, il resto è lungo le rive del fiume. Chi ha portato la sdraio e prende il sole, altri con un semplice asciugamano trovano un comodo giaciglio privo di sassi. Alcuni stranieri prendono il coraggio e fanno il bagno nel fiume… non so quanto sia pulito. Settant’anni fa – come mi raccontava mio nonno – si faceva il bagno nel fiume. Poi, con l’industrializzazione, è diventata una pratica meno frequente.

mappa-bacchiglione

Arrivo finalmente alle risorgive, tra i comuni di Dueville e Villanella. Mi siedo ai bordi delle risorgive, dove l’acqua esce dal terreno, e vedi dei minuscoli geyser animare il piccolo acquitrino di tante piccole bollicine. Vedo i girini muoversi veloci nell’acqua e le libellule sorvolare la risorgiva. Mi prendo una decina di minuti di calma e tranquilla riflessione.

[…]

bacchiglione-risorgive

L’alluvione del 2010 [da Wikipedia]

Dopo due giorni continui di piogge incessanti ed ingrossato dallo scioglimento delle nevi in montagna, nella mattinata del 1º novembre 2010 il Bacchiglione ruppe gli argini nel territorio comunale di Caldogno, poco a nord di Vicenza, allagando completamente i centri abitati di Cresole e Rettorgole. Nella stessa mattinata il fiume esondò nell’attraversamento di Vicenza allagando una grossa fetta del centro storico, la zona dello Stadio Menti, il quartiere sportivo di San Paolo, il quartiere di Santa Bertilla, la zona della Riviera Berica e di Casale e bloccando sia la circonvallazione esterna (allagamento di viale Diaz) sia la tangenziale Sud nonché la linea ferroviaria Milano-Venezia. Il 20% del capoluogo berico finisce sott’acqua.

Durante la notte proseguendo nel suo corso verso Padova, travolse la chiusa del quartiere Bassanello, porta sud della città ed importante nodo del traffico cittadino, spazzando via gli impianti sportivi della storica società canottieri Rari Nantes, dalla quale fuoriuscì nei giorni successivi il cloro solitamente utilizzato nella depurazione delle piscine, provocando l’intossicazione di un operaio e il blocco della zona per presenza nube irritante. Anche il limitrofo quartiere Paltana viene allagato.

Sorpassata la città, mentre la diga che interessa il canale Scaricatore rilasciava quantità d’acqua enormi per salvare il centro storico patavino e la zona industriale, il fiume ruppe poco dopo l’argine destro in località Roncajette di Ponte San Nicolò,[3] inondando completamente la stessa ed il centro abitato di Casalserugo.
La falla era larga quasi 50 metri e venne chiusa nella notte del 2 novembre, alle 5 di mattina, provocando l’innalzamento del livello del fiume e la tracimazione nella zona di Bovolenta e Rio di Ponte San Nicolò.

Durante la giornata il Bacchiglione aveva già allagato i comuni di Tencarola di Selvazzano, Saletto, Veggiano e Vighizzolo d’Este, alcuni di questi colpiti anche dalla tracimazione del fiume Frassine e del canale Battaglia, oltre a Cervarese Santa Croce ed Ospedaletto Euganeo.

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