Velocità

Faccio un altro giro lungo gli argini del Bacchiglione. Ho scoperto che con questa bici non riesco ad andare piano. Sarà il manubrio, la sella, il telaio… sta di fatto che vado veloce e aumento più che posso il ritmo, tant’è che rischio di investire anche due signore che passeggiano lungo l’argine, che è strada accidentata e tutte quelle piccole buche e salti mi fanno ogni tanto uscire di carreggiata. Ma per fortuna non è successo niente di grave. Qualcuno che passeggia lungo gli argini mi saluta con un “salve” o un “buongiorno”, che è bellissima abitudine salutarsi quando si è in mezzo alla Natura, ma io sono senza fiato, tutto sudato, dico «salve», ma quello che esce dalla mia bocca è un rantolio tremendo, come se avessi l’asma.

Vedo delle bellissime farfalle arancioni, dei fiori stupendi, ma vado troppo veloce, non riesco a fermarmi. Quando poi scendo dall’argine e ritorno sulla pista ciclabile mi viene l’incauto e puerile desiderio di raggiungere i 40 km orari, ma arrivo fino ai 39 – sempre che abbia tarato bene il contachilometri, le istruzioni che ho trovato su internet erano solo in cecoslovacco. Meno male che ho avuto un secondo di lucidità e mi sono chiesto: «ma cosa sto facendo?». Chissenefrega dei 40 chilometri orari. Meglio piano ma sano. Sta di fatto che questa bici è stata costruita – in maniera artigianale, lo voglio precisare, dal Sig. De Franceschi, in provincia di Padova – per andare veloce!

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